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Un monologo d'amore e odio | L'altra Eszter di Magda Szabò

Aggiornamento: 28 gen


“Ho posato la tazza, mi sono accoccolata sul pavimento accanto a te, ho appoggiato la testa sulle tue ginocchia. Avevo i capelli raccolti, tu mi hai sciolto le trecce. I fiocchi di neve turbinavano nel vento, sembrava di essere in giostra con il paesaggio fuori che si muoveva in grandi cerchi.”

Si entra a passi lenti e faticosi in questo romanzo. Sembra sia scritto senza alcuna attenzione al lettore: nessuna introduzione, un continuo slittamento dei piani temporali, tanti personaggi con nomi simili e poche righe a disposizione ciascuno. Ma non è certo la scrittrice, la grande, grandissima Magda Szabò, della quale ho già parlato per La porta, che non ha la giusta considerazione per il lettore.


E’ lei, Eszter, che con il suo lungo monologo affida alle pagine di questo romanzo tutta sé stessa, quella vera, non la Eszter che tutti conoscono, grande attrice teatrale di fama nazionale, ma l’altra Eszter appunto, quella cresciuta in una famiglia poverissima, seppure dal passato aristocratico, con i vestiti rotti e le scarpe spuntate, vissuta per anni all’ombra della sua perfetta amica Angéla Graff.


Cosa non avrebbe fatto Eszter per essere come lei, bella, amata da tutti, ricca; la gelosia nei confronti di Angéla la spinge a farsi strada nella vita ma neanche la fama ottenuta sui palcoscenici di tutta l’Ungheria l’aiuterà a togliersi di dosso l’ombra dell’infelicità. Così Estzer diventa malata di egocentrismo e il romanzo non fa che specchiarsi in lei e restituire al lettore l’immagine aspra, capricciosa ed egoista di una donna forte che riuscirà ad avere un unico grande amore nella sua vita: Lorinc, il marito di Angéla.


Non sappiamo di preciso se Eszter si innamora di lui proprio per il gusto di toglierlo ad Angèla, forse no, e non è questo che importa. Quello che più la distrugge è proprio l’idea, che pur avendolo conquistato, Lorinc non sarà mai completamente suo e la persona con cui deve in qualche modo dividerlo è proprio lei, Angéla. L’amore diventa una fonte continua di sofferenza, bugie, solitudine e Eszter si distrugge nell’impossibilità di vivere fino in fondo il suo sentimento per Lorinc.

“La pelle, la schiena mi dicevano che tu eri là, vicino a me. Pensai che avevo comprato la casa per poter stare da sola con te, senza che nessuno potesse disturbarci, ma l’idea di aver compiuto un gesto del genere mi faceva quasi urlare di rabbia”

Questo romanzo è del 1959, uno dei primi della scrittrice ungherese. Passeranno quasi trent’anni prima che Magda Szabò scriva La porta, eppure ci sono già molti dei tempi che Magda svilupperà più avanti in modo profondo e unico: le donne e il loro modo di vivere relazioni e sentimenti, la morte, la povertà, i legami famigliari.


Pochi come lei sanno costruire personaggi con uno spessore così forte e la prosa è già quella di chi sa fare un uso sapiente delle parole, maneggiandole a proprio piacimento per plasmarle e dare vita a passaggi straordinari come quest’ultimo che lascio qui in fondo affinché possiate capire voi stessi il valore di questa grandissima scrittrice:

“Mi sono appoggiata al muro della rimessa delle barche, la pietra conservava il tepore del sole che aveva picchiato durante l’intera giornata. Non vi era che cielo e ancora cielo, stelle e chiaro di luna, trillavano i grilli, giungeva un gracidio di rane dal ruscello che tagliava in diagonale il campo dietro la colonia. Il cielo sopra di me sembrava poggiare sul profilo delle colline e sugli alberi dell’Isola, la luna splendeva alta sulla fermata dell’autobus, la strada statale era buia, vuota, in terra si proiettavano le ombre ritorte delle acacie con i rami segati. Sono stata là, immobile, con la schiena appoggiata contro il muro a guardare la strada, il cielo, gli alberi. Aspettavo te, credo.”
 

Magda Szabò

Autrice di numerosi romanzi, drammi, raccolte di poesie, Magda Szabó (1917-2007) è considerata la più importante scrittrice ungherese del XX secolo. Di lei, Einaudi ha pubblicato i romanzi La porta (2005) , La ballata di Iza (2006), Via Katalin (2008), L'altra Eszter (2009), tutti disponibili anche nei Tascabili Einaudi, e Il vecchio pozzo (ultima edizione 2016).


 

L'altra Eszter

Autore: Magda Szabò

Editore: Einaudi

Pagine: 264

Anno di pubblicazione: prima edizione 1969, questa edizione 2009

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