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Riflessi di rosa inattesi| Crepuscolo


“L'aria aveva già incominciato a intiepidirsi. Il sole era ormai alto, il cielo azzurro terso. Oltrepassò i cortili del bestiame, dove mucche ben pasciute brucavano dalle mangiatoie in legno lungo la staccionata, e proseguì sulla strada sterrata verso sud, diretto alla Statale, che passava a tre chilometri da lì. C'erano campi di stoppie di granturco e uccellini che si alzavano dai fossi cinguettando man mano che lui si avvicinava"

Ho pensato molto alla scelta del titolo di questo romanzo, il secondo della Trilogia della pianura di Kent Haruf, in ordine di pubblicazione.


Il crepuscolo è un momento di passaggio, quel momento del giorno in cui il cielo ci regala una luce speciale, diffusa, riflessa da un sole che sta già tramontando ma ancora riesce a regalarci qualche spiraglio di luce. Non è più calda e diretta come in pieno giorno, ma è una luce che si è riempita di tutti i colori della terra e ce li restituisce in un istante di pura bellezza.


Così nel romanzo ritroviamo alcuni dei personaggi presenti in Canto della pianura che intrecciano le loro vite a nuove persone in momenti diversi, tutti transitori, perché in fondo la vita stessa non è altro che un breve passaggio, ma tutti importanti.


Ci sono persone anziane che scoprono di essere ancora capaci di amare, magari in modo diverso, meno acceso, ma comunque profondo e inaspettato. Ci sono bambini costretti a fare i conti con le sofferenze degli adulti, ma anche con le proprie vite, così giovani e spesso già così dolorose. Ragazzi che scoprono l'amicizia e diventano adulti difendendo chi si prende cura di loro, donne con vite spezzate da dolorose perdite, uomini segnati dal lavoro nei campi che ritrovano nella luce della sera attimi di grande calore.

Tutti sono in cammino verso nuove mete, spesso sconosciute. Leggendo si scopre con estrema facilità che il cammino stesso è parte del gioco, che il viaggio è già vita e per apprezzarlo occorre fermarsi e guardare l'orizzonte, scoprire che anche la sera sa regalarci momenti di estrema bellezza, ed è un bello inatteso, gratuito, che magari non si adatta per niente al momento interiore che stiamo vivendo, ma lui è comunque lì a ricordarci che esiste e ci aiuta a spingere lo sguardo lontano, a guardare oltre.

Continua per me a valere la regola del "bicchiere d'acqua" con Haruf. Lui è così: limpido, cristallino, dissetante. Chiudi il libro e ti sembra di averlo appena cominciato, sembra che ti sia passato attraverso senza lasciare traccia, ma appena appoggi il libro sul comodino e spegni la luce, chiudi gli occhi e ti accorgi che Holt ti è rimasta dentro.

PS. Se potete leggeteli nell'ordine pensato dall'autore; hanno un senso migliore, datemi retta!

Kent Haruf

Kent Haruf (1943-2014) è stato uno dei più apprezzati scrittori americani, ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui il Whiting Foundation Award e una menzione speciale dalla PEN/Hemingway Foundation. Con il romanzo Il canto della pianura è stato finalista al National Book Award, al Los Angeles Times Book Prize, e al New Yorker Book Award. Con Crepuscolo, secondo romanzo della Trilogia della Pianura, ha vinto il Colorado Book Award. Benedizione è stato finalista al Folio Prize. NN Editore ha pubblicato tutti i libri della trilogia ambientata nella cittadina di Holt, compreso Le nostre anime di notte, uscito postumo nel 2017.


Crepuscolo

Autore: Kent Haruf

Traduzione: Fabio Cremonesi

Editore: NN

Pagine: 312

Anno di pubblicazione: 2016 [prima edizione in lingua originale 2004]

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