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Parlare di libri | Chi c'è dietro a @laMcMusa

Aggiornamento: 16 set 2021



Lei si chiama Marta Ciccolari Micaldi, ma credo che molti di voi la conoscano come La McMusa! E’ una giornalista, con una grande passione per gli Stati Uniti e la narrativa americana. Il suo motto è “porto l’America dei libri in Italia e gli italiani negli Stati Uniti”.

Ha un sito, un podcast, organizza corsi di letteratura americana on the road ed è molto attiva su Instagram e su Twitter.

Personalmente ho iniziato a seguirla diversi anni fa: mi piaceva moltissimo la sua idea di raccontare gli Stati Uniti agli italiani, attraverso percorsi letterari, sia virtuali che reali (quando possibile). Quindi ho pensato che fosse davvero una delle persone più adatte a raccontarci come e perché Parlare di Libri sui social.

Ma partiamo dall’inizio.


Marta raccontaci un po' di te, come è nata la tua passione per la letteratura americana?

Come tutte le passioni, è nata per fortunate coincidenze della vita. Nel mio caso è stato un incontro: ero all'università di Torino, stavo frequentando il biennio della specialistica in Culture Moderne Comparate e l'ultimo mio corso fu Letteratura Anglo-Americana con la professoressa Barbara Lanati. Avevo già seguito dei suoi corsi, ma senza dare gli esami: li seguivo perché lei era leggendaria e le sue lezioni erano più degli happening che delle semplici lezioni universitarie. Immagina quindi l'arricchimento e la goduria intellettuale quando la scelsi per chiudere il mio corso di studi. Mi cambiò la vita spalancandomi le porte di storie e mondi stupendi, in cui io mi innamoravo di ogni dettaglio. E non era un amore banale: stavo conoscendo tutti gli aspetti dell'America, tanto quelli positivi quanto quelli negativi. Amarli significava in primis accettare l'imperfezione di un sogno. Lei mi insegnò come. Alla fine diventammo anche amiche, ma questa è un'altra storia.

Quando hai cominciato ad utilizzare i social per parlare di libri e perché?

Avevo aperto il mio blog nella primavera del 2013 per raccontare il mio lungo viaggio americano tra l'Illinois e la West Coast. Cominciai a diffondere i miei post su Facebook, a scrivere qualche osservazione su Twitter e a mettere qualche foto su Instagram. Quindi cominciai esclusivamente con un proposito di diffusione: erano i miei mezzi per arrivare dal mio blog ai miei contatti. E devo dire che il principio non è cambiato di molto in questi 8 anni: per me i social restano il mezzo e non il fine. Il fine è la divulgazione, lo storytelling, il giornalismo, il racconto conoscitivo di un'altra cultura attraverso il linguaggio più parlato del momento, quello dei social appunto.

Che tipo di rapporto hai con chi ti segue? Chi sono i tuoi follower?

Persone molto curiose e aperte di mente, che io considero assolutamente alla pari. Persone che non hanno fretta, a cui piace fermarsi a pensare ma anche non avere confini: io racconto luoghi e libri americani ma anche personaggi pop, storie di entertainment, serie tv, tanta attualità... ai miei follower piace avere una guida che li trasporti nelle pieghe più varie e più vere di un paese così affascinante e problematico come l'America. Senza snoberie, senza smancerie, senza bullshit. In tanti mi scrivono per condividere letture, pensieri, suggerimenti di viaggio ma anche per farmi domande specifiche su cose di questo paese che noi italiani facciamo un po' di fatica a capire. So che faccio spendere molti soldi a chi mi segue, comprano tanti dei libri che suggerisco... ma di questo non mi sento in colpa ;)

Qual è secondo te il segreto di un buon profilo?

Non prendersi troppo sul serio. Fare il proprio lavoro con serietà e onestà verso il proprio pubblico, ma ricordarsi anche sempre che i social sono un gioco moderno per adulti e che la vita è un'altra cosa. Prendersi il proprio tempo, creare contenuti di qualità, non generare né percorrere faziosità ma, nel caso ci si voglia esprimere su qualcosa di delicato, usare toni e modi civili e altruisti. Ah be', questo forse avrei dovuto dirlo come prima cosa: restare fedeli alla propria passione.

Fai una lista di quello che un bookinfluencer NON deve fare?

Oddio, ma è difficilissimo! Ognuno ha la sua linea editoriale e non mi sento così "navigata" da sapere cosa funziona meglio o cosa no. Ecco, forse ti posso dire cosa non piace che gli altri facciano con me: copiare.


E io non posso che condividere questa tua affermazione! Ognuno di noi ha il proprio modo di raccontare i libri e più lo si fa in maniera spontanea, più il racconto sarà percepito come vero e sincero. Grazie del tuo tempo Marta e grazie per tutti i contenuti interessanti che proponi con entusiasmo e professionalità.


 


Marta Ciccolari Micaldi si fa chiamare La McMusa perché, nei panni di una musa dei tempi postmoderni, porta gli Italiani a spasso nella cultura americana: tiene corsi di letteratura in Italia, ha ideato i Book Riders - tour letterari negli States sulle orme dei grandi scrittori, è autrice di reportage, recensioni, podcast e tante rubriche social. Per ora vive a Torino ma sta progettando di trasferirsi ad Asbury Park, nel New Jersey. I suoi tre libri preferiti sono uno, in realtà: la Trilogia della frontiera di Cormac McCarthy.

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