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Le stagioni della letteratura| Gli invernali



Ricordo distintamente di aver sostenuto con fermezza e più di una volta che non mi piacciono i libri con troppi dialoghi. Ho anche detto, sempre con molta convinzione, che odio piegare gli angoli delle pagine per ricordarmi di frasi o passaggi degni di nota e adesso vi farei vedere la mia copia de Gli invernali: praticamente un ventaglio!


Se c’è uno scrittore in grado di dimostrarmi ogni volta che la letteratura può permettersi di essere “antisociale e diseducativa, spietatamente esatta ma non stitica, generosa, accorata e al tempo stesso priva di enfasi, fuori sia dalla dittatura dello storytelling sia dal diktat dello stile “ e di tenermi incollata alle pagine dall’inizio alla fine, quello è sicuramente Luca Ricci.


Gli invernali è un romanzo insolito.

E’ il terzo di una quadrilogia sulle stagioni ancora incompiuta, preceduto da due romanzi completamente diversi, slegati tra loro, eppure uniti dallo stesso senso di vertigine che tiene insieme tutti i personaggi di Luca Ricci, sospesi sull’orlo di un abisso e a un passo dal cadere giù.


C’è Roma, osservata con con la giusta distanza dall’occhio attento di un non romano che vive questa città da anni e ha imparato, probabilmente, molte più cose su di lei di chi la vive da sempre.

Roma spadroneggia, ironica, sprezzante e beffarda, si prende gioco di tutto e di tutti, delle stagioni e soprattutto dei romani, scanzonati, divertenti, cinici e infine tristi, come l’eternità di un luogo che li tiene prigionieri da secoli di un tempo senza tempo.


E poi ci sono loro, gli invernali, quelli che dovrebbero fare da protagonisti al romanzo ma spesso, distratti dalle loro crisi esistenziali, lasciano il posto a personaggi di contorno che definire secondari sarebbe a dir poco riduttivo.


Il lettore si ritrova davanti, divertito, una fotografia impietosa del mondo editoriale e scopre il fermento e le macchinazioni che ci sono dietro alla produzione dei libri che ha tra le mani.

Trova così “Tommaso, lo scrittore in crisi, Veronica, la figlia di papà del Magnifico Rettore, Antonio, l’editore in difficoltà, e Glenda, l’ufficio stampa sfruttato.” Intorno a queste due coppie in piena crisi ruotano altrettanti scrittori costretti all’autopromozione e a recensirsi tra loro, critici letterari in piena decadenza soppiantati da giovani bookblogger, lettori forti che ormai sono quelli da una dozzina di libri all’anno, tutti in discesa, con grande ironia e savoir-faire, ma pur sempre in discesa.


E così, mentre la corsa di tutti verso la fine si fa inarrestabile, ci si ritrova a riflettere sulle motivazioni profonde che muovono ognuno di noi e su quale sia il senso da dare all’inverno di un mondo che sembra congelato, ma che, in realtà, si muove a passi dritti e spediti e non lascia spazio né tempo a chi si ostina a distinguere il vero dal falso e a vivere la letteratura con nostalgia.


Un’ultima nota sull’amore, che Luca Ricci sa sempre restituirci al netto di tutte le indulgenze: passionale, drammatico, ossessivo, il sentimento che tende la mano a tutti, ma non salva mai nessuno.

“La maggior parte delle storie d’amore è drammatica, non tragica. Il dramma è una tragedia senza profondità. Nel dramma c’è una componente grottesca e perfino comica che lascia intravedere il riso oltre al pianto, non a caso il melodramma è una barzelletta triste. In questo senso la gente si ama male, perché non lo fa in profondità, rinuncia agli accessi remoti dei legami, non riconosce alle relazioni una dimensione simbolica e mitica […] L’amore non è un Big Mac, non doveva diventare un fenomeno di massa.”

Luca Ricci

Luca Ricci è nato a Pisa nel 1974 e vive a Roma. Ha scritto L’amore e altre forme d’odio (2006, Premio Chiara, nuova edizione La nave di Teseo, 2020), La persecuzione del rigorista (2008), Come scrivere un best seller in 57 giorni (2009), Mabel dice sì (2012), Fantasmi dell’aldiquà (2014), I difetti fondamentali (2017). Per La nave di Teseo ha pubblicato Gli autunnali (2018, in corso di traduzione nei principali paesi europei), Trascurate Milano (2018) e Gli estivi (2020). Insegna scrittura per Scuola Holden, Belleville, Scuola del Libro e Scuola Fenysia.

Gli inernali

Autore: Luca Ricci

Editore: La Nave di Teseo

Genere: Narrativa

Pagine: 240

Anno di pubblicazione: 2021

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