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La melodia semplice di Haruf | Canto della pianura

Aggiornamento: 28 gen


“Accidenti, guardaci. Vecchi solitari. Vecchi scapoli decrepiti in mezzo alla campagna, a diciassette miglia dalla cittadina più vicina, che peraltro, anche una volta che ci arrivi, è un buco. Pensa a come siamo. Scontrosi e ignoranti. Tristi. Indipendenti. Prigionieri delle nostre abitudini. Come si fa a cambiare alla nostra età?”

In inglese il titolo di questo romanzo è Plainsong, letteralmente “canto piano”.


Si tratta di una vera e propria forma di canto monodico a cappella, senza accompagnamento musicale, eseguito all’unisono. Era molto diffuso nel Medioevo e ne è un esempio il Canto Gregoriano per intenderci.


Una melodia semplice, sobria, piana.

Un canto della pianura, per l’appunto.


Haruf ci prende per mano e ci accompagna a Holt passando attraverso vite comuni, fatte di piccole gioie e grandi dolori, attutiti dal tempo di una narrazione calma e di grande respiro.

Canto della pianura è il primo volume della Trilogia della pianura, trilogia che in realtà Haruf non immagina necessariamente da leggere in maniera consecutiva, tant'è che NN ne cura la pubblicazione in Italia seguendo un ordine diverso.


I personaggi non sono molti e per rendere la lettura ancora più semplice, Haruf ad ogni capitolo ci anticipa nel titolo di chi ci parlerà.

Tom Guthrie insegna storia al liceo e da solo si occupa dei due figli piccoli, Ike e Bobby, mentre la moglie passa le sue giornate al buio, chiusa in una stanza.

Intanto Victoria Roubideaux a sedici anni scopre di essere incinta. Quando la madre la caccia di casa, la ragazza chiede aiuto a un’insegnante della scuola, Maggie Jones, e la sua storia si lega a quella dei vecchi fratelli McPheron, che da sempre vivono in solitudine dedicandosi all'agricoltura e all’allevamento di mucche.


Ho detto che per me questo libro rientra nella categoria del “bicchiere d’acqua”: intendo dire che è una lettura scorrevole, trasparente, che ti attraversa apparentemente senza lasciare traccia, ma che invece passando ti disseta e ti lascia appagato.


Qualche mese fa avevo letto Vincoli: c’è la contea di Holt alle sue origini, ma per il resto nulla in comune. Un altro ritmo, altri sentimenti, solchi molto più profondi sulla terra ancora da dissodare e sulle vite di protagonisti assai più induriti da esperienze di tempi diversi.

Non so ancora se negli altri due volumi della Trilogia ritroverò alcuni di questi personaggi; mi piacerebbe, so già che mi troverò fra qualche giorno a pensare a loro con nostalgia.

Arrivederci Holt, a presto!

 

Kent Haruf

Kent Haruf (1943-2014) è stato uno dei più apprezzati scrittori americani, ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui il Whiting Foundation Award e una menzione speciale dalla PEN/Hemingway Foundation. Con il romanzo Il canto della pianura è stato finalista al National Book Award, al Los Angeles Times Book Prize, e al New Yorker Book Award. Con Crepuscolo, secondo romanzo della Trilogia della Pianura, ha vinto il Colorado Book Award. Benedizione è stato finalista al Folio Prize. NN Editore ha pubblicato tutti i libri della trilogia ambientata nella cittadina di Holt, compreso Le nostre anime di notte, uscito postumo nel 2017.


 

Canto della pianura

Autore: Kent Haruf

Traduzione: Fabio Cremonesi

Editore: NN

Pagine: 301

Anno di pubblicazione: 2017 [prima edizione in lingua originale 1999]

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