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I fantasmi di Brautigan


Conoscete Richard Brautigan? Forse si, forse invece non lo avete mai sentito o

dimenticato in qualche angolino della vostra memoria. Capita davvero spesso nei corsi e

ricorsi della storia della letteratura che alcuni scrittori, non si sa perché, abbiano meno

fortuna di altri e siano destinati a essere ricordati con meno frequenza di quelli che

consideriamo, invece, scrittori imprescindibili.


Brautigan è così, ha avuto uno strano destino.


Nasce a Tacoma il 30 gennaio del 1935 e trascorre un’infanzia difficile. Quando

Richard ha tre anni, la madre va a convivere con un uomo da cui avrà una figlia nel 1939.

Brautigan racconta in seguito che a soli sei anni lui e la sorellastra furono abbandonati dalla

madre nella stanza di un motel per due giorni. Saranno anni difficili per lui quelli

dell’infanzia e della prima adolescenza, vissuti in estrema povertà ma libero tra le foreste e i

fiumi dell’Oregon. Brautigan comincia molto presto a sentire l’esigenza di esprimersi

attraverso la scrittura prima di poesie e poi anche di romanzi.

Negli anni Cinquanta lascia la casa materna per viaggiare fino a San Francisco, dove conosce alcuni artisti e scrittori della scena Beat. Ma la notorietà per lui arriva solo nel 1967, con il grande successo di Pesca alla trota in America, romanzo, capace di catturare l’attenzione del pubblico, e di trasformarlo in uno scrittore cult. Gli viene infatti conferita anche una borsa di

studio dal National Endowment for the Arts nel 1969 e l’anno dopo Trout Fishing in America

aveva dato il nome a una comune, a una scuola libera e anche a un magazine clandestino.

Insomma...uno scrittore che frequenta i beat ma non è beat,

un'icona del movimento hippie che si ispira ai classici dell’800 americano e adora

Hemingway, che scrive racconti brevi e romanzi innovativi nel panorama letterario degli anni

Sessanta, ma produce anche versi poetici che in cui risuonano gli echi della lirica greca e della poesia haiku giapponese del diciassettesimo secolo, un uomo sull’orlo del baratro che finisce in manicomio passando per la detenzione in prigione, ma che nel 1969 finisce per registrare un disco pensato per l’etichetta “alternativa” dei Beatles, la Zapple, di “spoken word” (parole senza musica).


E proprio quando sembrava dimenticato, il suo nome torna tra gli scaffali delle librerie,

dopo più di 30 anni dalla sua tragica scomparsa, grazie all’unico genere letterario che poteva racchiudere in poche pagine la storia di un personaggio così eclettico: una graphic novel, la prima di casa Mattioli1885.

Marco Petrella, noto illustratore e fumettista romano, e il giornalista e inviato del Tg2, Filippo Golia, dopo anni di studi e letture dedicate a Brautigan, decidono di dare una nuova vita, una seconda possibilità alle prime poesie di questo scrittore e al suo amore bruciante, giovanile, non corrisposto per Linda.

“Brautigan era diventato un ossessione per me” racconta Marco alla prima presentazione de “Il bacio fantasma” nel verde del Parco Virgiliano di Roma “mi sono interessato a lui, alla sua vita e alle sue opere per talmente tanti anni che alla fine i miei amici mi chiamavano Richard!”. E deve essere proprio così che accade il miracolo di riuscire a raccontare a fumetti una storia così dolorosa e così poetica da commuovere anche il lettore meno esperto. Ci si innamora di un personaggio, lo si sente così vicino che alla fine non si può fare a meno di condividere questa passione.

Così Marco parla a Filippo di Brautigan e lui, che in quel momento è a Parigi per seguire le elezioni, si concede una pausa in libreria e scopre queste poesie fino ad allora sconosciute, rimaste sopite sotto braci ancora ardenti: un soffio ed ecco che tornano ad ardere e trovare il modo di raccontarle diventa un progetto comune, prioritario, fino ad arrivare a questa meravigliosa pubblicazione.

“Potrei,
Vorrei,
regalarti un cielo
pieno di ogni cosa che ami
.. e le nuvole
sarebbero tutti i sogni
che hai desiderato avverarsi
E tu
galleggeresti
su di loro”


L'autore

Filippo Golia è un inviato del Tg 2, telegiornale per il quale ha raccontato, anche in lunghi reportages, le primavere arabe, la guerra a Gaza nel 2014, l’occupazione russa della Crimea, la siccità in Etiopia, la guerra in Libia. Nel2013 si è imbarcato su un mercantile e ha viaggiato da Gibuti a Singapore, per un Dossier sulla pirateria nel golfo di Aden. Nel2019 ha vinto il Premio Maria Grazia Cutuli per l’informazione. Prima di cimentarsi come autore di testi di una graphic novel, ha pubblicato con l’editore Robin C’era 49 volte un paese, e Il campionato del mondo delle fiabe. Per le edizioni Laltracittà ha pubblicato il racconto per bambini Zelda Mezzacoda.


Marco Petrella, illustratore. Nel 2007 pubblica per Mattioli 1885 “Racconti per ascensore”, disegnando 27 testi inediti di J. Lethem, R. Moody, A. Bender, M. Maggiani, ecc. Nel 2013 ha pubblicato Stripbook (edizioni Clichy, con prefazione di Jonathan Lethem), raccolta delle recensioni disegnate uscite su “l’Unità” a periodicità settimanale per circa 10 anni. Ha illustrato il libro per ragazzi “Litania per un lettore lamentoso”, Verbavolant editore ( 2017). Ha pubblicato nel 2020 il leporello “Andy & Velvet Underground”,per Andante books. Nel febbraio 2021 disegna “E lui come lo chiamo?, cronache quotidiane di una famiglia differente, di Irene Tartaglia, Momo edizioni. A giugno 2021 illustra il libro di poesie e prose di Evelina De Signoribus “Richiami di balene e altre voci”, L’Altracittà media e arti. Collabora all’inserto culturale “la Lettura” del Corriere della sera.

Il bacio fantasma

Autore: Filippo Golia, Marco Petrella

Editore: Mattioli 1885

Pagine: 92

Anno di pubblicazione: 2021

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