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Dai libri antichi a Bookstagram

Intervista a Adelino Di Marino


Il punto di partenza può essere lo stesso per molti, ma è la strada che fa la differenza. Adelino non è solo un bibliotecario, ma un esperto di libri antichi e rari che ha costruito la sua esperienza sul campo fino a farla diventare una professione. Ricercatore e collezionista di libri rari, di pregio e antichi, bibliofilo e bibliotecario, Adelino attualmente è il responsabile della Biblioteca delle Suore di Montevergine. Il suo profilo Instagram conta all’incirca 13.000 follower e ha all’attivo un sito web, un gruppo per la promozione dei libri e della lettura, una Fiera del libro online. Chi meglio di lui può spiegarci cosa vuol dire per un bibliotecario essere “social”?


Adelino come nasce la tua passione per i libri e quale è stato il tuo percorso di studi per diventare bibliotecario?


La mia passione per i libri nasce da bambino! Da quel momento in poi non ho mai smesso di leggere, mi sono appassionato sempre ai grandi classici e mi affascinava conoscere la prima edizione di un libro. Ho sempre sognato che questa passione diventasse la mia professione e, anche se durante il mio percorso alcune persone del settore hanno cercato di farmi cambiare idea, alla fine sono riuscito a realizzare il mio sogno.

Tutto il mio percorso di studio è incentrato sulla conoscenza del libro.

Ho iniziato prendendo il diploma in Beni Culturali presso il Liceo Artistico e successivamente la laurea in Beni Archivistici e Librari, da quel momento ho affinato le mie conoscenze con corsi di formazione dell’Associazione Italiana Biblioteche a cui sono associato dal 2012. Ho fatto anche vari stage durante il mio periodo di formazione post laurea e ho lavorato per alcune società private in qualità di bibliotecario/catalogatore. Poi ho deciso di partire per nuove esperienze in Francia e Portogallo dove mi sono avvicinato di più al mondo del libro antico e ho lavorato con bibliofili e librerie antiquarie. Ho imparato tantissime cose sul campo: riconoscere al tatto la lavorazione della carta (anche di produzione orientale), sentirne il suono, il profumo, distinguere le varie tecniche incisorie, confrontarmi con esperti librai e collezionisti ed è stata un’esperienza fantastica che porto nel cuore.

Poi è arrivata l’opportunità di poter gestire una biblioteca ed oggi sono il responsabile della Biblioteca delle Suore di Montevergine oltre a svolgere il mio lavoro per collezionisti e librerie antiquarie.


La rivoluzione digitale ha chiesto dei grandi cambiamenti alla nostra professione. Tu come hai accolto questa sfida?


Molto bene, non ho accusato questo cambiamento dal momento in cui già da qualche anno mi stavo muovendo su queste piattaforme per attirare i lettori della mia biblioteca.

La biblioteca è inserita in un Istituto ove è ospitata anche una scuola elementare e a pochi passi si trova una scuola media con la quale collaboriamo costantemente ed avviciniamo i giovani alla lettura, alla riscoperta di grandi classici, cercando di educarli all’amor librorum.

Attirare i più giovani al giorno d'oggi è difficile, ma ci siamo riusciti creando un funzionale sito internet con vari servizi online, abbiamo introdotto una rivista digitale sfogliabile dedicata ai libri i cui articoli vengono creati da professionisti del settore, studiosi ma soprattutto studenti o giovani utenti della biblioteca e abbiamo sfruttato Facebook per la divulgazione. Siamo partiti, così, con una base che ora cerchiamo di migliorare ogni giorno per attrarre le persone ed avvicinarle al magico mondo dei libri.


Nel 2020 nasce la tua prima Fiera del libro online. Ci vuoi parlare di questo progetto?


Si sono molto orgoglioso di questo progetto. La fiera si sarebbe dovuta svolgere in sede! Un evento dedicato alla valorizzazione degli autori locali ed un’occasione per far conoscere il nostro territorio ai ragazzi, avvicinarli alla lettura e alla scrittura. Si sarebbero dovute svolgere anche conferenze e laboratori dedicati a cui avrebbero dovuto partecipare alcune librerie antiquarie tra le più importanti d’Italia. Purtroppo la pandemia ci ha bloccato, ma siamo stati celeri a convertire tutto online ed i primi ad avviare una simile manifestazione con il sostegno anche dello scrittore internazionale Glenn Cooper al quale illustrai immediatamente il progetto.

La prima edizione ha superato le 200 mila visualizzazioni in tutto il mondo!

Ora siamo ad una seconda edizione che vede la partecipazione di 84 scrittori, varie librerie antiquarie, partner come l’Associazione Italia Medievale, la Società Bibliografica Toscana ed una casa editrice di lusso come la D’ORO Collection di Roma, inoltre siamo riusciti a coinvolgere un personaggio molto importante come Isabel Allende, una figura per noi emblematica.

Il nostro scopo, oltre a quello di dare spazio ed opportunità a tutti gli scrittori per promuovere i loro lavori, è quello di riuscire ad arrivare nelle case delle persone in un momento così difficile nel quale è impossibile organizzare eventi.


Quanto conta secondo te per un bibliotecario oggi essere "social"?


Molto.

Sento spesso dire che ormai i social sono il futuro ma non è proprio così! Sono il presente e, se non si capisce questo, non si andrà molto lontano.

Purtroppo i social spesso sono fuorvianti perché usati male! Molti dimenticano il significato della parola “social”, cercano competizione e follower.

Attraverso i social un bibliotecario deve cercare di suscitare interesse, essere un punto di riferimento, interagire con l’utente ed ascoltare tutte le esigenze, soprattutto quelle dei più piccoli.

Certo, forse per molti di noi è difficile comprendere che un'emozione si possa trasmettere attraverso una foto o un video, ma oggi per molti ragazzi è cosi e visti i tempi che corrono bisogna adattarsi!

Non possiamo permettere che il libro, quello vero, venga messo da parte! Deve restare vivo e questa è la nostra missione.

Il libro è un elemento fondamentale nella vita di tutti e dobbiamo continuare a renderlo tale, valorizzandolo. Dobbiamo far in modo che la biblioteca debba arrivare nelle case della gente.

Sperando che tutto torni alla normalità e che i locali delle nostre sedi possano rivedere i sorrisi dei ragazzi e degli studiosi, non ci si può fermare, non ci si deve fermare, se davvero si fa questo lavoro con passione.



 

Adelino Di Marino, classe ’84. Nato ad Avellino, da circa 10 anni lavora come bibliotecario. Responsabile della Biblioteca Suore di Montevergine. Esperto di libri rari e antichi lavora anche per collezionisti e librerie antiquarie in tutto il mondo. Membro della Rotary International Fellowship “Old and Rare Antique Books and Prints”. Su Instagram @booksade

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