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Cavalcare la vita | Uomini di cavalli di Pietro Santetti



“Ogni cosa fu piena di senso fintanto che i nostri occhi furono pieni di rabbia. Il poi, è un altro discorso. Il poi, non m'interessa. Su me e Ferro ci sono alcune cose da capire, ma questa rimane pur sempre l'unica verità da conoscere. Eravamo arrabbiati. Ed eravamo certi di volere qualcosa.”

Diciannove anni, la voglia di spaccare il mondo, la convinzione profonda che se davvero desideriamo qualcosa, se questa cosa per noi è un pensiero fisso, costante, un’ossessione, allora riusciremo ad ottenerla e le cose per noi andranno diversamente, andranno nel modo giusto. E un amico, un amico vero, con cui dividere le ansie, le preoccupazioni, i desideri.


Se non ricordate più cosa si prova ad essere così giovani e pieni di speranze, Pietro Santetti saprà riportarvi a quei giorni con una naturalezza incredibile e saprete di essere stati anche voi, almeno una volta nella vita, sicuri di farcela, come Lucio, il protagonista di questo romanzo di formazione.


Lucio è un giovane cavaliere, cresciuto da solo con suo padre in un piccolo maneggio messo su con fatica, con pochi cavalli che Lucio deve portare in gara per cercare di ricavarne una vendita. E proprio in una di queste occasioni, Lucio incontrerà un altro giovane cavaliere, Ferro, e tra loro nascerà un’amicizia molto forte, che supererà il tempo, le divergenze, le difficoltà, e li vedrà crescere, illudersi e disilludersi, scontrarsi e rincontrarsi, con la consapevolezza di esserci sempre, l’uno per l’altro.


“Mi venne allora da pensare che parlare con Ferro era sempre stato come guardarsi allo specchio, solo che adesso, al posto di trovare riflesso il bello di noi in quella luce che avevamo sempre acceso l'uno nell'altro, apparivano le nostre paure, le nostre incertezze, e noi questo non ce lo potevamo permettere, perché non c'era strada di ritorno e avevamo bisogno di crederci nella giusta direzione. Non immaginavo fosse possibile tornare a sentirmi solo come prima di conoscerlo, e invece... Era forse questo che voleva dire crescere? Accettare di stare in piedi da soli davanti a un buio sconfinato?”

Questo è un romanzo d’esordio. L’autore, Pietro Santetti, ha solo 29 anni, 25 dei quali trascorsi nel mondo dell'equitazione e delle competizioni a cavallo. E’ un “uomo di cavalli” anche lui, proprio come Lucio, ma a un certo punto della sua vita sente il bisogno di uscire da questo mondo e comincia a maturare l’idea di raccontare una storia che sappia scavare in profondità all'interno della vita degli uomini di cavalli e restituire al mondo un’idea precisa di cosa significhi far parte di una realtà così totalizzante.

E così i cavalli e tutto ciò che li circonda diventano metafora della vita: lavorare sodo per raggiungere un obbiettivo, cadere, rialzarsi, vincere, perdere, saltare più in alto delle proprie capacità, alzare l’asta del proprio ostacolo, confrontarsi con situazioni sempre più difficili, scoprire chi sono le persone davvero importanti per noi. E poi il talento, arrivare in gara e avere tutti gli occhi puntati addosso, fare una prova perfetta, una prova che dura pochi minuti, ma una vita di preparazione perché, come dice Lucio, “il talento non esiste […] Non si tratta mai di passione infatti, né di innate capacità: è l'ossessione; è sempre e solo l'ossessione a condurre l'uomo ovunque vada, a dargli una ragione per continuare a camminare, è sempre e solo l'ossessione a convincerlo a non fermarsi quando i piedi sanguinano con una lunga scia rossa alle calcagna. Dovrebbe essere chiaro che il talento non è una questione di muscoli, ma di fantasmi.

Anche la prosa sembra seguire il ritmo di una cavalcata. Incerta all’inizio, procede quasi a sbalzi, con grandi impennate e momenti più cauti, qualche dialogo iniziale ancora in fase di riscaldamento, e poi via, verso un galoppo sicuro, un incedere sempre più caldo, misurato, giusto ad ogni passo, che non molla la presa sul lettore nemmeno per un momento.

Bravo Pietro, davvero un esordio strepitoso, commovente. Spero di leggerti ancora!

 

Pietro Santetti


Pietro Santetti (Firenze, 1993) ha lavorato come cavaliere professionista in Italia e all’estero fino al 2015. Ha frequentato la Scuola Holden di Torino e quindi si è dedicato alla scrittura.

 

Uomini di cavalli


Autore: Pietro Santetti

Editore: Mondadori

Pagine: 307

Anno di pubblicazione: 2022

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