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Biblioteche e Archivi: risorse e ispirazioni per un'informazione di qualità

Intervista a Roberta Moro



Diventare bibliotecario può essere solo un punto di partenza. Se si investe nella propria formazione e si tiene sempre lo sguardo vigile su tutto ciò che ci circonda il risultato è una carriera piena di esperienze qualificanti, propositive e piene di entusiasmo.

Roberta Moro è l’esatto contrario della vecchia figura statica e stereotipata del bibliotecario. Non si accontenta della sua formazione iniziale come bibliotecaria, ma accoglie tutti gli stimoli di crescita professionale che le si presentano, diventando con gli anni anche archivista e membro del CER dell’Associazione Italiana Biblioteche.


Ma partiamo dall’inizio: Roberta qual è stata la tua formazione e come mai hai scelto di specializzarti anche in archivistica?


Possiamo dire che la mia formazione in campo archivistico e biblioteconomico si è svolta parallelamente al mio lavoro. Ho iniziato a lavorare in ambito bibliotecario nel 2000 quando una formazione che prevedesse i corsi di catalogazione del materiale librario accompagnata dai relativi stage per imparare “il mestiere” era quasi imprescindibile, poiché lavorare in biblioteca allora, significava venire coinvolti quasi gioco-forza in progetti di recupero del pregresso nella base dati SBN. Il mestiere del catalogatore del resto, necessita di una formazione continua, per questo motivo ho sempre cercato di portare avanti un percorso di formazione contemporaneamente ai miei incarichi lavorativi. Mi sono avvicinata al mondo delle biblioteche come catalogatrice e solo in un secondo tempo mi sono occupata di servizi al pubblico. Ho maturato la decisione di iscrivermi alla scuola di archivistica, paleografia e diplomatica dell’Archivio di Stato di Venezia durante la mia prima esperienza lavorativa presso l’Archivio Storico della Biennale di Venezia (ASAC). Sono passati molti anni da allora, ricordo tuttavia che quell’esperienza lavorativa mi ha, in un certo senso, cambiato la vita. Sono venuta a contatto con diverse tipologie di materiale documentario (fotografie, documenti archivistici, manifesti) e l’aver toccato con mano una ricchezza documentaria così vasta ha fatto scattare in me una passione che fino ad allora avevo tenuto sopita e mi ha spinto ad iscrivermi al corso biennale per archivisti e ad affrontare la temuta prova scritta di latino! In un certo senso la mia scelta è scaturita dal fascino che i documenti avevano suscitato in me, anche se allora non avrei mai immaginato che col passare degli anni ne sarei rimasta affascinata sempre di più.


Da circa un anno hai preso parte al CER dell'Associazione Italiana Biblioteche. In cosa consiste questa tua nuova esperienza?


Ho deciso di candidarmi come membro del CER dell’Associazione Italiana Biblioteche per mettere a disposizione dei colleghi bibliotecari e non solo, anche di tutti coloro che si avvicinano al mondo delle biblioteche l’esperienza maturata in vent’anni di lavoro. Il mondo di AIB offre diversi ambiti di interesse a cui rivolgere la propria attenzione; fin dalla mia nomina sto collaborando col coordinamento MAB (Musei Archivi Biblioteche) per la progettazione di un evento, da presentare al Convegno delle Stelline – edizione milanese di settembre 2021 - il cui fulcro sarà costituito dalle case-museo, vorremmo in particolar modo sensibilizzare il pubblico verso i temi della sostenibilità e dell’agenda 2030 inserendoli nell’ambito di una casa-museo molto particolare: il Vittoriale degli Italiani, un mondo che per l’appunto raccoglie nella stessa struttura museo, archivio e biblioteca. Anche per quest’anno crediamo che portare avanti il filone dello sviluppo sostenibile inerente al settore dei beni culturali e del paesaggio e dell’agenda 2030 sia di fondamentale importanza. All’interno del CER collaboro inoltre con il settore formazione, in questo periodo stiamo organizzando diversi corsi di aggiornamento professionale dai temi davvero nuovi e accattivanti rivolti sia ai colleghi bibliotecari ma anche ad un pubblico più vasto che include anche gli insegnanti. Abbiamo pensato ad un breve percorso di aggiornamento sulle risorse musicali e discografiche per allestire una sezione adeguata nelle biblioteche pubbliche e scolastiche. Si tratta di quattro brevi incontri curati da consulenti afferenti al Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali dell’Università di Cremona con cui l’AIB Lombardia ha stretto nuovi contatti. A breve verranno organizzati inoltre degli incontri dedicati in particolare ai bibliotecari NPL (Nati per leggere) e della sezione ragazzi con il maestro Fabio Speciale di Milano, responsabile della biblioteca scolastica dell'istituto comprensivo Sottocorno, che ha aperto una web radio per diffondere contenuti didattici, pedagogici e di promozione della lettura. Sono tutte iniziative a cui come CER teniamo moltissimo, ci stiamo impegnando per offrire ai soci AIB e ai colleghi, contenuti sempre nuovi e che possano essere di loro interesse. Con l’attivazione dei corsi a distanza da parte di tutte le istituzioni culturali, l’offerta formativa si è fatta sempre più diversificata e puntuale (oltre che a portata di click!) e quindi è impegnativo, anche se stimolante, progettare nuovi percorsi di aggiornamento e pensare ad argomenti che non solo possano essere utili, ma soprattutto possano essere spendibili da parte dei colleghi che sentono il bisogno di acquisire nuove abilità.


Cosa c'entra l'Enciclopedia delle donne con la tua esperienza in ambito archivistico?


Sono venuta a conoscenza dell’enciclopedia delle donne on line http://www.enciclopediadelledonne.it/ in un afoso pomeriggio di giugno del 2019 quando entrando nella libreria del mio quartiere a Milano mi imbattei nella presentazione del progetto. Ne rimasi subito affascinata poiché, pensai che un’enciclopedia on line, che raccoglie profili di donne (famose e non) a scopo divulgativo, poteva essere il luogo ideale per far conoscere alcune storie di donne (completamente inedite) in cui mi sono imbattuta durante il mio lavoro agli archivi storici del Politecnico di Milano. Ho curato per molti anni la schedatura dei fascicoli degli studenti “decaduti e cessati”, ossia tutti quegli studenti che per i motivi più diversi hanno in qualche modo interrotto il loro rapporto con l’Università per trasferirsi presso un altro Ateneo, o hanno dovuto interrompere definitivamente gli studi (morti, dispersi in guerra, vittime di discriminazioni razziali, espulsi per frode). Ho raccontato le loro storie, quelle che più mi hanno colpito, in http://www.ilmondodegliarchivi.org/rubriche/gli-archivi-si-raccontano/761-gli-studenti-decaduti-del-politecnico-di-milano-una-panoramica-tra-personaggi-famosi-aneddoti-curiosita. Tra le migliaia di fascicoli che sono passati attraverso le mie mani nel corso degli anni, due in particolare mi sono rimasti nel cuore: si tratta di due giovani ragazze, una studentessa ebrea che venne espulsa dal Politecnico in seguito all’introduzione delle leggi razziali nel 1938 e una studentessa istriana uccisa dalle milizie di Tito insieme ai suoi fratelli nel 1945 durante l’invasione dell’isola di Veglia. Leggere la documentazione che le riguardava e poterla toccare con mano mi ha fatto immedesimare così tanto nelle vicende loro accadute che ho deciso di raccontare per l’enciclopedia delle donne le loro biografie e far conoscere i loro volti e le loro storie rimaste sepolte per quasi 80 anni. http://www.enciclopediadelledonne.it/biografie/melita-petris-di-plauno/; http://www.enciclopediadelledonne.it/biografie/laja-jacubowicz/.


Una delle domande che personalmente mi fanno più spesso è come si diventa bibliotecari. Tu quale consiglio ti senti di dare a chi vuole avvicinarsi a questa professione?


Che domanda difficile! Premesso che essere bibliotecario oggi è un lavoro tutt’altro che facile, proverò a rispondere facendo tesoro di quella che è la mia esperienza. Prima di tutto, a mio parere i giovani che si avvicinano a questa professione dovrebbero essere consapevoli che si tratta di un mestiere che si impara sul campo, per il quale è richiesta una formazione continua. C’è poi un punto dolente che è bene chiarire subito: non è facile in quest’ambito ottenere il classico “posto fisso” poiché i concorsi pubblici non sono così frequenti già da molti anni. Chiarito questo, direi che i giovani che ho visto avvicinarsi al mondo delle biblioteche nell’ultimo periodo, possono contare su una solida preparazione umanistica e un’esperienza già consolidata nell’ambito del servizio civile: si tratta in genere di persone ben motivate ad affrontare le incertezze di questo mestiere. Consiglierei loro innanzitutto di associarsi ad AIB per entrare a far parte di un’associazione che li sostenga durante il loro percorso formativo e che li spinga in qualche modo a rimanere sempre aggiornati. Come associazione nazionale a supporto dei bibliotecari AIB si propone infatti di essere a fianco di tutti coloro che si rivolgono a questo mestiere e fornire il giusto aiuto nel settore della formazione, perché le biblioteche, un mondo in continua evoluzione, possano investire in personale bibliotecario di valore, sempre formato e competitivo. Il mestiere del bibliotecario ha molte sfaccettature al suo interno e non è subito facile orientare il proprio interesse verso un ambito in particolare. Consiglio ai giovani bibliotecari, che vogliono intraprendere questo mestiere, di non mollare, di essere sempre curiosi e flessibili ai cambiamenti, far in modo di entrare tramite un’associazione come la nostra in gruppi di lavoro dove poter imparare dai colleghi più anziani, essere sempre aperti al mondo dei social di qualità, oggi imprescindibile per la diffusione della conoscenza, ed essere in grado di arricchirlo loro stessi : in fin dei conti il mestiere del bibliotecario è sopra ogni cosa guidare le persone verso un’informazione di qualità.



Mi chiamo Roberta Moro, sono nata a Venezia nel 1972.

Lavoro in ambito bibliotecario dal 2000, mi occupo di catalogazione libraria e di gestione di servizi al pubblico. Sono membro del Comitato Esecutivo Regionale dell'Associazione Italiana Biblioteche, sezione Lombardia. Sono socio dell’Associazione nazionale Archivistica Italiana e collaboro con le riviste Biblioteche oggi e Il Mondo degli archivi.

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